"Ricordo di FABRIZIO"

Fabrizio era uno tutto d’un pezzo. Uno bravo, affidabile, gentile di cui ti potevi fidare. Uno dal cuore grande. Uno di noi.

Più che un collaboratore per me era uno di famiglia; a Fabry mi affidavo per i compiti più difficili, per le sfide pià importanti, quando c’era da fare veramente. Occorreva solo dire “Fabry facciamo” senza poi controllare che il lavoro venisse fatto, sapendo già che sarebbe stato portato a termine bene e nei tempi previsti.

Fabry era sempre disponibile, non diceva mai di no. Era quello che chiamavo il 14 Agosto o alla Vigilia di Natale per i lavori che nessun altro avrebbe fatto … era un uomo onesto, integerrimo, che non ha mai rinunciato alle sue idee, ma che è stato anche disposto a cambiare le sue opinioni quando è stato necessario … come ad esempio nel nostro rapporto, iniziato come un rapporto difficile, di scontro, con me ragazzino e lui già il più esperto dei magazzinieri … non ci capivamo, ci scontravamo e io sentivo addosso il suo giudizio negativo e mi pesava molto. Poi un giorno tutto è cambiato; ci siamo avvicinati e abbiamo iniziato a stimarci, a fidarci l’uno dell’altro e a credere che fosse possibile collaborare, ovvero "cum laborare" - "lavorare assieme".

Era uno della vecchia guardia, uno di quelli che non aveva mai paura di sporcarsi le mani, uno che piuttosto che dirigere gli altri si impegnava in prima persona a lavorare e a produrre, non risparmiandosi mai, dando l’esempio ai più giovani.

Non ce l’avremmo fatta a effettuare il trasloco dell’azienda nel 2008 senza di lui e senza il suo impegno e la sua abnegazione; lui che mi diceva, "mi raccomando Paolo che questo sia l’ultimo perchè io i traslochi della Fiminox li ho fatti tutti: nelle varie sedi di Milano, da Milano a Opera, da Opera via Diaz a Opera via Montale e infine da Opera a Melegnano"… Ha raccolto assieme a noi con entusiasmo la sfida del fotovoltaico e non ha fatto mancare il suo prezioso apporto nel lavoro dei cantieri sin da subito. È diventato un punto di riferimento per tutti i suoi colleghi e per me.

Fabry era generoso, ironico, tagliente a volte, ma mai sopra le righe; ricordiamo tutti le sue continue guerre con Giancarlo, le sue battute ironiche, i soprannomi che dava (il Tagiko a Homayoun , il Supremo a mio papà, …), le sue sgridate a Matteo che assomigliavano molto ai rimproveri affettuosi di un papà. Ma ricordiamo anche la sua incredibile capacità di accogliere tutti, in particolare i colleghi più giovani; la sua capacità di insegnare loro il lavoro, i trucchi i segreti del mestiere che conosceva meglio di chiunque altro; ricordiamo tutti anche la sua umiltà e la sua semplicità, la sua onestà.

È vero che la vita gli ha fatto pochi sconti e che per lui nulla è stato facile; ma è pur vero che ha trovato molte gioie: la sua Ilaria che l’ha fatto diventare prima papà e poi nonno della nipotina Beatrice e anche la sua famiglia. Senza dimenticare quella che certamente considerava la sua seconda famiglia e che per lui ha contato molto: l’azienda, i colleghi, gli amici della Fiminox di cui era il collaboratore con la maggiore anzianità di servizio (dal 1978 ininterrottamente) e che hanno rappresentato un vero punto di riferimento per lui. Come lui è stato per noi un'esempio e un punto fermo, per me in particolare.

Mi trovo qui in questa notte, a una manciata di minuti dalla telefonata gelida che ho ricevuto e che mi annunciava la tua scomparsa Fabrizio a ricordare tutto ciò e voglio scriverlo subito per non farlo andar via… Questa mattina avevamo scherzato sull’età della tua pensione che si stava allontanando e sugli anni che ti mancavano per maturarla. Avevamo riso assieme. Poi il tuo cuore ha ceduto e te ne sei andato così, mentre eri qui con noi in un giorno normale, in un pomeriggio di lavoro come tanti altri…. A nulla è servito l’elicottero del soccorso, le corse in ambulanza verso la rianimazione, gli interventi disperati di cardiochirurgia: hai deciso di andartene e te ne sei andato. Mi sembra incredibile tornare al lavoro senza vederti dietro al tuo banco col cartello "io ho ragione e il resto del mondo si sbaglia" sapendo che alla sera penserai tu a chiudere le porte e il cancello.

Se è vero che "gli ultimi saranno i primi" e che "i miti erediteranno la terra", già ti vedo mentre scherzi e ridi in compagnia di Walter e ci prendi in giro da lassù…

Addio Fabrizio, buon viaggio

Paolo

Melegnano, 15 Marzo 2012